MERCOLEDI' 6 FEBBRAIO 2008 - ORE 21 presso il Cineteatro Gavazzeni di Seriate (BG)

Incontro con il regista:


Claudio Malaponti

Presenta il suo ultimo film

" 7 Km da Gerusalemme"




Regia di Claudio Malaponti con Luca Ward, Alessandro Etrusco, Rosalinda Celentano, Alessandro Haber. Italia 2006. Durata 108’



Alessandro Forte è un pubblicitario 43enne che a causa di una grave crisi esistenziale decide di intraprendere un viaggio a Gerusalemme, giunto nei pressi di Emmaus incontra un uomo che dice di essere Gesù. Al suo iniziale sgomento e scetticismo, segue un intenso legame tra i due uomini, fatto di domande e risposte che porteranno ad un profondo cambiamento nella vita di Alessandro. Ad ogni incontro, Alessandro ha le sue domande da porre e Gesù le risposte da dare; sono le domande e risposte che miliardi di persone avrebbero voluto e vorrebbero fare e sentire. L'uscita del film è stata bloccata a causa di un contenzioso con la multinazionale produttrice della “COCA-COLA” che ha chiesto di eliminare la sequenza in cui Gesù/Luca Ward beve la celebre bibita. Il film sta suscitando notevole interesse in tutti i paesi mediorientali: Siria, Libano, Egitto, Emirati Arabi che hanno già pubblicato diversi articoli sui più importanti quotidiani e periodici ed è in via di definizione un contratto per la distribuzione del film in tutta l’area mediorientale.



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MERCOLEDI' 13 FEBBRAIO 2008 - ORE 21 presso il Cineteatro Gavazzeni di Seriate (BG)

Incontro con il regista:


Marina Spada

Presenta il suo ultimo film

" Come l'ombra"




Regia di Marina Spada con Anita Kravos, Karolina Dafne Porcari, Paolo Pierobon. Italia, 2006. Durata 87’


Venezia 2006: Presentato alla 3° Edizione delle Giornate degli Autori.
Premio per la Miglior Regia al Mar del Plata Film Festival 2007.


Claudia ha trent'anni, lavora in un'agenzia di viaggi e dopo il lavoro frequenta un corso serale di lingua russa dove conosce Boris, un insegnante quarantenne da cui è particolarmente attratta. Con l'arrivo dell'estate il corso finisce e, quando Claudia è in procinto di partire per la Grecia con alcuni amici, Boris le chiede se può ospitare una sua giovane cugina, Olga, in arrivo dall'Ucraina. Riluttante dapprincipio, Claudia si lascia convincere. Le due ragazze, inizialmente diffidenti l'una dell'altra, stringono amicizia, fin quando Olga sparisce, e Boris risulta impossibile da rintracciare. Punta di diamante dei film maker milanese il rabdomantico film di Marina Spada finisce dove iniziava L'avventura, con la scomparsa di una donna. Una scomparsa metafisica: la giovane autrice coi suoi silenzi, i dubbi, i metafisici interrogativi che si specchiano nell' estate milanese, è debitrice ad Antonioni di un modo di far cinema che vuole (e riesce) a riprendere ciò che non vediamo nei sentimenti e nei mutevoli affetti. Nulla è da prendere alla lettera, la Spada racconta il tumulto con una precisione psicologica millimetrica e sa ricavare dal fascino formale della bella immagine qualcosa che entra direttamente nel sentimento di un ammirevole debutto dal retrogusto amaro in cui si fanno notare Anita Kravos e il bravo Paolo Pierobon.

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MARTEDI' 4 MARZO 2008 - ORE 21 presso il Cineteatro Gavazzeni di Seriate (BG)

Incontro con il regista:


Silvano Agosti

Presenta il suo film

" Uova di Garofano"




regia di Silvano Agosti con Federico Zanola, Alain Cuny, Lou Castel, Lorenzino Agosti, Paola Agosti, Lucia Gafa, Michele Meggiolaro.
Italia 1991. Durata 102’


Venezia 2006: Presentato alla 3° Edizione delle Giornate degli Autori.
Premio per la Miglior Regia al Mar del Plata Film Festival 2007.


Occupa nella filmografia di Agosti un ruolo analogo a quello che Lo Specchio occupa nell’opera di Tarkovskij. In entrambi i casi si tratta di un film autobiografico sugli anni dell’infanzia, rivisitati in forma poetica, mentre sullo sfondo (ma uno sfondo che spesso balza atrocemente in primo piano) scorrono gli avvenimenti storici degli anni della guerra. Mentre però Lo Specchio ha la complessità e lo spessore di un labirinto, Uova di Garofano ha la linearità lieve della favola (e questo è forse l’elemento di paragone che può mettere in luce meglio di ogni altro affinità e differenze fra i due registi). Inoltre, mentre in Lo Specchio è il regista adulto che narra di se stesso bambino attingendo all’atto del ricordo, in Uova di Garofano è il regista bambino che si narra al presente (benché il film appaia nella sua interezza come un lungo flash back), col suo sguardo infantile, con la sua apparentemente eterna distanza dal mondo degli adulti, obbligati a mentire. E’ questo sguardo, che si posa sull’immaginario e sul reale nell’identico modo, che viene reso in immagini da una fotografia dai toni morbidi e dai colori caldi, cui, ancora una volta, viene affidata gran parte della forza evocativa e poetica. Non è tuttavia un rinchiudersi in se stessi, non è la classica evasione nel presunto paradiso incantato dell’infanzia, ma piuttosto un equivalente visivo di un "romanzo di formazione", interiore ma anche politica, attraverso il contatto con la tronfia retorica prima e con le atrocità poi del fascismo. E’ così, fra contemplazione poetica e indignazione, che nasce Silvano Agosti.

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Ingresso: Intero 4,00 Euro - Ridotto 3,00 Euro

per informazioni:
CIPIESSE tel. 030/2791881 - TEATRO GAVAZZENI tel. 035 4523057






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